12/06/2026

Pagare in ritardo è un vizio che costa caro. E non solo a chi aspetta.

Pagare in ritardo è un vizio che costa caro. E non solo a chi aspetta.
Pagare in ritardo è un vizio che costa caro. E non solo a chi aspetta.

Lo Studio Pagamenti 2026 di CRIBIS, il principale osservatorio italiano sul credit management, costruito su oltre due miliardi di esperienze raccolte in 37 paesi, ha fotografato una realtà che non sorprende chi opera sul campo, ma che merita di essere letta con la giusta attenzione.

Solo il 43,4% delle imprese italiane paga le proprie fatture entro i termini concordati, con un calo di 1,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il risultato è una scivolata al 21° posto in Europa e al 28° nel mondo: un posizionamento che racconta qualcosa di strutturale, non di episodico.

I dati Cerved confermano la stessa tendenza da un’angolatura diversa: le grandi imprese saldano in media a 73 giorni, quasi due mesi e mezzo. Le medie a oltre 63. Le piccole a 57. Solo le microimprese si avvicinano ai 50 giorni, pur essendo paradossalmente le più esposte agli impatti di un mancato incasso.

I ritardi gravi, quelli oltre i 90 giorni, si attestano al 4,1% e mostrano un lieve miglioramento, ma il quadro d’insieme resta quello di un sistema che fa dell’attesa una prassi consolidata, non un’eccezione.

Il punto, però, non è solo il dato in sé. È la catena di conseguenze che innesca.
Un ritardo di pagamento non rimane circoscritto al rapporto tra chi deve e chi aspetta. Si propaga. L’impresa che incassa tardi è costretta a pagare tardi a sua volta, o a ricorrere al credito bancario per coprire il vuoto di cassa.

Chi utilizza stabilmente gli affidamenti oltre la soglia del 75% della propria disponibilità sa già, o dovrebbe sapere, che quella situazione viene letta dalle banche come un segnale di tensione.

Nella componente qualitativa del rating, essere cronicamente al limite con la tesoreria equivale a trasmettere un messaggio preciso: l’azienda non ha cuscinetti, non ha margine di manovra, non gestisce la liquidità: la rincorre.

E bastano uno o due clienti che saltano un pagamento perché l’intera gestione delle scadenze entri in affanno, con tutto ciò che ne consegue in termini di rapporti con i fornitori, tensioni bancarie e credibilità commerciale.

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