I soldi ci sono ma non bastano mai, quanto entra ogni anno nelle casse
Quanto entra davvero ogni anno nelle casse dello Stato italiano?
Numeri enormi, domande ancora più grandi**
Ogni anno in Italia si discute di mancanza di risorse, di tagli, sacrifici, manovre correttive, tasse “necessarie”.
Ma raramente ci fermiamo a fare una domanda semplice, quasi banale:
quanti soldi entrano davvero ogni anno nelle casse dello Stato?
La risposta sorprende.
Oltre 900 miliardi di euro l’anno
Se sommiamo tasse, imposte, contributi sociali e altre entrate, lo Stato italiano incassa oltre 900 miliardi di euro ogni anno.
Una cifra enorme, difficile persino da immaginare.
Per dare un’idea:
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sono circa 2,5 miliardi di euro al giorno
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oltre 100 milioni di euro ogni ora
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più di 1,6 milioni di euro al minuto
Dentro questo flusso:
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circa 650–700 miliardi arrivano direttamente da tasse e imposte
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il resto proviene da contributi previdenziali, accise, dividendi pubblici e altre entrate
Lo Stato incassa più di quanto immaginiamo
Per confronto:
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il PIL italiano (cioè tutta la ricchezza prodotta in un anno) è intorno ai 2.200 miliardi
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significa che oltre il 40% della ricchezza prodotta finisce, direttamente o indirettamente, nelle casse pubbliche
Eppure la sensazione diffusa è sempre la stessa:
“Non ci sono soldi”.
Allora la domanda non è “quanto entra”
La vera domanda diventa un’altra, più scomoda:
come vengono spesi questi soldi?
con quale efficienza?
con quali priorità?
Perché quando:
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sanità e scuola arrancano,
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infrastrutture sono incomplete,
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famiglie e piccole imprese faticano a respirare,
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il ceto medio si assottiglia anno dopo anno,
è legittimo chiedersi se il problema sia davvero la mancanza di risorse,
o piuttosto la gestione di risorse enormi.
Numeri freddi, effetti reali
Novecento miliardi non sono un concetto astratto.
Sono le tasse sul lavoro, l’IVA sulla spesa quotidiana, i contributi su ogni busta paga, le accise su carburanti ed energia.
Sono soldi che escono dalle tasche dei cittadini, ogni giorno.
E quando la pressione fiscale cresce ma la qualità dei servizi non migliora,
la frattura tra Stato e cittadini diventa inevitabile.
Riflettere sui numeri è un dovere civico
Capire quanto entra allo Stato non è esercizio contabile.
È un atto di consapevolezza.
Perché prima di chiedere nuovi sacrifici,
forse dovremmo pretendere più trasparenza, più efficienza e più responsabilità su come vengono gestiti oltre 900 miliardi di euro ogni anno.
Numeri così grandi meritano domande grandi.
E risposte all’altezza.

Articolo a cura di Raffaele Tafuro, imprenditore e operatore finanziario Presidente Nazionale ASSOPAM (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale della Fondazione Enasarco, nonchè Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente nei percorsi di aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per il suo impegno nelle battaglie a favore della riforma del credito, nonchè per le sue analisi critiche sulle normative italiane ed europee di settore.
Rappresentante di interessi per Assopam presso la Camera dei Deputati e l’Unione Europea dove opera per la tutela e la difesa delle imprese e dei consumatori.
Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora stabilmente con alcune delle principali testate giornalistiche indipendenti.
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