Aprile 25, 2024

Emilia Romagna: sintesi di una tragedia

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Roberta Ceroni, una cara amica di Riolo Terme, mi ha scritto quanto sotto che meglio di altro sintetizza la situazione in Emilia Romagna.
È volontaria della Pro Loco e si stanno dando molto da fare sfornando tra gli 800 e i 1.000 pasti al giorno, sono stati richiesti anche da comuni limitrofi che non hanno tale organizzazione e vivono una situazione peggiore.
“Ciao Marco, sono purtroppo al centro della zona disastrata. Io non ho avuto danni, per grandissima fortuna. Considera che vivo sulla sponda del Senio. Non so grazie a quale Dio, ha rotto gli argini a monte e a valle e ci ha evitato.
Qua è una tragedia, che le foto e i filmati non rendono. Gli scorsi due giorni li ho passati da mia sorella a spalare fango e buttare tutti i mobili e gli oggetti che l’acqua ha frantumato. Tutto un quartiere dove, a chi come lei è andata bene, l’acqua è arrivata al soffitto di garage e tavernetta. È rimasto solo fango e una casa su cui intervenire, fra qualche mese, perché soffitto e pareti continuano a buttare acqua. Nel quartiere accanto è arrivata al quarto piano. Assurdo.
Sembrano immagini di bombardamento a Beirut. Non hanno luce dall’alluvione e il telefono è utilizzabile grazie alle Power bank che gli carichiamo.
Sono mesi, così un sacco di negozi che non si sa se riusciranno ad aprire. C’è stato l’assalto ai supermercati che hanno chiuso perché non avevano più merce.
Nella mia zona invece ci sono zone raggiungibili solo a piedi. Sono franate strade e continuano a franare. Sono crollate intere parti di montagna. A Riolo, Casola e Palazzuolo non riescono ad arrivare camion e i furgoni devono viaggiare a mezzo carico con tratti a senso unico alternato, perché mancano pezzi di strade.
Si cerca di tenere alto l’umore, stando vicini alle persone colpite. Solo a Riolo la protezione civile ha ricoverato 140 sfollati. Noi in proloco prepariamo circa mille pasti al giorno per nutrirli. E purtroppo sarà una cosa lunga.
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