Anonimometro: una minaccia alla privacy dei contribuenti

Anonimometro: una minaccia alla privacy dei contribuenti. Il nuovo strumento dell’Agenzia delle Entrate per i controlli sui conti correnti solleva preoccupazioni sulla protezione dei dati personali.
L’Agenzia delle Entrate ha introdotto un nuovo strumento chiamato “anonimometro”
per individuare potenziali casi di evasione fiscale attraverso l’analisi dei dati finanziari. Tuttavia, questo strumento solleva serie preoccupazioni riguardo alla privacy dei contribuenti.
L’anonimometro, che è stato avviato già nel settembre 2023, si basa su algoritmi avanzati per analizzare i dati raccolti all’interno dell’Anagrafe dei Conti Correnti, un enorme database contenente informazioni su ogni singolo conto corrente dei contribuenti italiani. Questo strumento consente di effettuare una dettagliata analisi del rischio basandosi sugli estratti conto, le movimentazioni in entrata e in uscita e qualsiasi altro rapporto che i cittadini hanno con la propria banca.
L’anonimometro prende il nome dal fatto
che i dati vengono trattati in maniera anonima e analizzati senza essere collegati immediatamente al titolare. Tuttavia, la sostituzione dei dati sensibili con codici fittizi non garantisce pienamente la protezione dei dati personali dei contribuenti. L’obiettivo dichiarato è individuare i soggetti a rischio evasione fiscale in base al volume d’affari e al tipo di operazioni che svolgono.
Nonostante l’ok del Garante della Privacy,
l’utilizzo di strumenti avanzati come l’intelligenza artificiale, il machine learning e il text mining solleva dubbi sulla sicurezza e l’accuratezza delle analisi effettuate dall’anonimometro.
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I controlli effettuati sui conti correnti includono prelievi, versamenti, accessi alle cassette di sicurezza, frequenza di apertura e chiusura di rapporti e l’elevata numerosità di conti correnti. Tuttavia, le incongruenze riscontrate saranno successivamente approfondite dalle strutture locali preposte ai controlli, garantendo il rispetto del principio del contraddittorio.
Nonostante l’anonimometro sia operativo dal 2023
e incroci dati bancari e dichiarazioni dei redditi per individuare l’evasione fiscale, è fondamentale porre l’attenzione sulla protezione dei dati personali dei contribuenti. La sicurezza e il rispetto della privacy devono essere garantiti in ogni fase di utilizzo di questo strumento.
L’introduzione dell’anonimometro solleva importanti questioni etiche e legali riguardo alla privacy dei contribuenti. È necessario un equilibrio tra il raggiungimento degli obiettivi anti-evasione fiscale e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.
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Articolo a cura di Raffaele Tafuro, imprenditore e operatore finanziario Presidente Nazionale ASSOPAM (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale della Fondazione Enasarco, nonchè Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente nei percorsi di aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per il suo impegno nelle battaglie a favore della riforma del credito, nonchè per le sue analisi critiche sulle normative italiane ed europee di settore.
Rappresentante di interessi per Assopam presso la Camera dei Deputati e l’Unione Europea dove opera per la tutela e la difesa delle imprese e dei consumatori.
Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora stabilmente con alcune delle principali testate giornalistiche indipendenti.
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