In Cina gli scienziati prendono il posto degli influencer sui cartelloni pubblicitari. E in Italia quali esempi diamo ai nostri figli
Dalle grandi città cinesi arriva un messaggio che fa riflettere: celebrare chi contribuisce al progresso scientifico anziché riservare tutta la visibilità ai personaggi dello spettacolo. Una scelta che riapre il dibattito sui valori, sull’istruzione e sul futuro delle nuove generazioni.
C’è un Paese che ha deciso di mettere gli scienziati sui cartelloni pubblicitari. E c’è una domanda che dovremmo porci tutti: quali persone stiamo insegnando ai nostri figli ad ammirare?
In alcune città della Cina, sui grandi schermi e negli spazi pubblicitari normalmente occupati da attori, influencer e testimonial commerciali, hanno cominciato a comparire i volti di ricercatori, scienziati e protagonisti dell’innovazione tecnologica.
Non si tratta di una sostituzione generalizzata imposta a livello nazionale, ma di iniziative locali che stanno attirando attenzione per il loro significato culturale.
Il messaggio è semplice, ma straordinariamente potente: anche chi dedica la propria vita allo studio, alla ricerca e al progresso dell’umanità merita di essere conosciuto, riconosciuto e ammirato.
Quando il successo non si misura in follower
Siamo abituati a vivere in una società nella quale la notorietà sembra essere diventata il principale parametro del successo.
Milioni di giovani conoscono ogni dettaglio della vita privata degli influencer, seguono quotidianamente le vicende dei personaggi televisivi e sognano di raggiungere la popolarità attraverso uno schermo.
Non c’è nulla di sbagliato nel mondo dello spettacolo o nella comunicazione digitale. Il problema nasce quando questi diventano gli unici modelli visibili.
Quanti ragazzi conoscono il nome di un ricercatore che ha contribuito a sviluppare una terapia salvavita?
Quanti saprebbero indicare uno scienziato italiano che ha rivoluzionato il proprio settore?
E quanti, invece, conoscono perfettamente il numero di follower del personaggio più seguito del momento?
Il rischio è quello di crescere generazioni alle quali abbiamo insegnato come farsi notare, ma non quanto sia importante avere qualcosa da offrire alla società.
La Cina punta sulla cultura del merito scientifico
Tra le personalità celebrate nelle iniziative cinesi figurano protagonisti della ricerca medica, della fisica, dell’ingegneria e dell’esplorazione spaziale.
Il principio è quello di rendere riconoscibili figure che normalmente restano lontane dai riflettori, nonostante il loro contributo al progresso collettivo.
Un cartellone pubblicitario, da solo, non cambia il futuro di un bambino. Ma i simboli che una società sceglie di esporre contribuiscono a costruire il suo immaginario.
Se un ragazzo cresce vedendo celebrati soltanto ricchezza, notorietà e apparenza, rischia di considerare questi elementi come gli unici traguardi desiderabili.
Se invece incontra anche i volti di scienziati, insegnanti, medici, inventori e ricercatori, scopre che esistono altre forme di realizzazione personale.
E l’Italia? Un Paese ricco di talenti che troppo spesso lascia nell’ombra
L’Italia ha dato al mondo personalità straordinarie nel campo della scienza, della medicina, dell’ingegneria e della cultura.
Da Rita Levi-Montalcini a Margherita Hack, da Enrico Fermi a Giulio Natta, la nostra storia dimostra quanto il talento italiano abbia contribuito al progresso dell’umanità.
E ancora oggi, nelle università, nei laboratori, negli ospedali e nelle imprese, migliaia di persone lavorano per costruire soluzioni ai problemi di domani.
Eppure, quanta visibilità concediamo loro?
Quanto spazio riserviamo nei grandi mezzi di comunicazione alle scoperte scientifiche, ai successi della ricerca, alle storie di chi costruisce opportunità attraverso il lavoro e la conoscenza?
Non abbiamo bisogno di meno personaggi famosi. Abbiamo bisogno di rendere famose anche le persone che fanno cose importanti.
Una questione che riguarda anche la politica
La valorizzazione del merito non può limitarsi a una campagna pubblicitaria.
Servono investimenti nell’istruzione, università accessibili, ricerca finanziata adeguatamente, opportunità professionali e condizioni economiche che permettano ai giovani talenti di costruire il proprio futuro senza essere costretti a cercarlo altrove.
Perché sarebbe contraddittorio celebrare il volto di uno scienziato su un cartellone e, contemporaneamente, non offrire ai giovani ricercatori prospettive dignitose.
Il riconoscimento pubblico deve accompagnarsi a politiche concrete.
Il talento non deve soltanto essere applaudito. Deve essere messo nelle condizioni di crescere.
Il futuro di una nazione comincia dai suoi esempi
Forse la riflessione più importante che arriva da queste immagini non riguarda la Cina, ma noi stessi.
Riguarda il modo in cui educhiamo i nostri figli, ciò che premiamo, ciò che raccontiamo e ciò che consideriamo degno di ammirazione.
Una società ha bisogno di artisti, comunicatori e persone capaci di intrattenere. Ma ha altrettanto bisogno di insegnanti, ricercatori, medici, lavoratori, imprenditori e innovatori.
Non è una competizione tra categorie. È una questione di equilibrio e di valori.
Perché un ragazzo dovrebbe poter sognare di diventare un grande scienziato con lo stesso entusiasmo con cui oggi sogna di diventare una celebrità.
Una nazione non diventa grande per il numero di persone famose che produce, ma per il numero di persone alle quali permette di realizzare qualcosa di grande.
E allora, forse, la domanda che dovremmo cominciare a porci non è quanti follower avranno i nostri figli domani.
Ma quale mondo saremo stati capaci di insegnare loro a costruire.

Articolo a cura di Raffaele Tafuro, imprenditore e operatore finanziario Presidente Nazionale ASSOPAM (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale della Fondazione Enasarco, nonchè Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente nei percorsi di aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per il suo impegno nelle battaglie a favore della riforma del credito, nonchè per le sue analisi critiche sulle normative italiane ed europee di settore.
Rappresentante di interessi per Assopam presso la Camera dei Deputati e l’Unione Europea dove opera per la tutela e la difesa delle imprese e dei consumatori.
Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora stabilmente con alcune delle principali testate giornalistiche indipendenti.
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