02/11/2026

Manovra 2027, stangata fiscale su banche e assicurazioni: il Governo punta a 5 miliardi

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Nuovi aumenti di IRES e IRAP per il settore finanziario. Sale anche la tassa sulle transazioni finanziarie. Si accende il confronto tra Governo, banche e assicurazioni.

La nuova manovra economica del Governo apre un confronto con il settore bancario e assicurativo. Al centro delle tensioni, un pacchetto di interventi fiscali che punta a ottenere circa 5 miliardi di euro di entrate aggiuntive da banche e compagnie assicurative.

Tra le principali misure annunciate figura l’aumento dell’IRES di tre punti percentuali, che porterebbe l’aliquota applicabile alle banche dal 27,5% al 30,5% e quella delle assicurazioni dal 24% al 27%.

Previsti anche interventi sull’IRAP e un incremento della Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie, dallo 0,2% allo 0,6%.

Banche e assicurazioni contestano le nuove misure

Le proposte hanno provocato reazioni critiche nel mondo finanziario. Le associazioni di settore temono che l’inasprimento fiscale possa incidere sulla redditività degli istituti, sugli investimenti e sulla capacità di sostenere l’economia reale.

Particolarmente delicata la posizione delle fondazioni bancarie, che segnalano possibili ripercussioni sulle risorse destinate a iniziative sociali e territoriali.

Quali conseguenze per famiglie e imprese?

Resta aperta una questione fondamentale: chi sosterrà realmente il costo delle nuove imposte?

Sebbene gli aumenti siano rivolti agli intermediari finanziari, non si può escludere che una parte dei maggiori oneri possa influenzare nel tempo le politiche commerciali, le commissioni e le condizioni di accesso al credito.

Un effetto che, tuttavia, non è automatico e dipenderà dalle strategie adottate dai singoli istituti.

La sfida per il Governo sarà conciliare le esigenze di bilancio pubblico con la necessità di preservare un sistema bancario competitivo, capace di finanziare famiglie e imprese.

Il punto centrale resta uno: aumentare il gettito fiscale senza compromettere la capacità del credito di sostenere la crescita economica del Paese.