Moto OFF-limits sulle litoranee salentine: a Otranto scatta la protesta pacifica!
Domenica 15 novembre alle ore 9:00, motociclisti, cittadini e imprenditori si daranno appuntamento all’inizio della SP87 per dire “no” all’ordinanza prefettizia che vieta il transito ai mezzi over 125cc nei fine settimana. Sul tavolo anche una richiesta formale di confronto inviata alla Prefettura di Lecce.
Otranto (Le) – Il rombo dei motori si prepara a diventare una voce unica per difendere la libertà di viaggiare e la sicurezza stradale. Domenica 15 novembre, a partire dalle ore 9:00, il punto di ritrovo è fissato all’inizio della Strada Provinciale 87 (SP87) di Otranto. Non una semplice gita domenicale, ma una vera e propria “Manifestazione Aperta a Tutti” (motociclisti, attività produttive e semplici cittadini) per contestare l’Ordinanza Prefettizia prot. n. 0166369 del 26 ottobre 2026.
Il provvedimento, in vigore dal 6 novembre, impone il divieto temporaneo di transito per tutti i motocicli di cilindrata superiore a 125 cc lungo le SP 87, nei fine settimana e nei giorni festivi. Una misura che, secondo le associazioni promotrici – tra cui spiccano i loghi di Amici Moto Guzzi Lecce, i Vigili del fuoco moto club Lecce, Biker Life, i Kawalieri di Alashi, Moto Club 1000 Miglia e Motociclisti Italiani Gentleman – rischia di trasformare le spettacolari litoranee salentine in zone off-limits, con un impatto devastante sul territorio.
La richiesta al Prefetto
Il Sindacato P.I.N. (Partite Iva Nazionali) e il Movimento Consumatori Maglie Aps, rappresentati dal Presidente Sorrento, insieme all’associazione “Amici Moto Guzzi” del Presidente Bianco, hanno inviato una lettera formale a Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce L’obiettivo è chiaro: richiedere l’apertura di un Tavolo di Concertazione a partire da lunedì 16 novembre. I firmatari chiedono a gran voce di rivedere un’ordinanza ritenuta sproporzionata e discriminatoria, che colpisce ingiustamente la “moltitudine onesta” di appassionati per punire la minoranza di irresponsabili che causa incidenti.
I nodi critici: dall’economia alla sicurezza
Nella missiva indirizzata alla Prefettura, vengono elencati sette punti cardine che evidenziano le criticità del provvedimento. In primis, il danno economico: interdire 40 km di strada nei weekend e giorni festivi azzera le possibilità di destagionalizzazione del turismo su due ruote, penalizzando drasticamente ristoranti, strutture ricettive e attività commerciali locali. In secondo luogo, si contesta il criterio discriminatorio: il limite basato unicamente sulla cilindrata (>125 cc) viene definito “anacronistico”. Molte moto custom o d’epoca, pur superando i 125 cc, non possiedono prestazioni velocistiche superiori a quelle di moderne motociclette di cilindrata inferiore che, paradossalmente, sfuggono al divieto.
L’esempio virtuoso del Vicentino e le alternative possibili
I promotori della protesta non si limitano a dire “no”, ma avanzano proposte concrete. Il documento cita il caso virtuoso della SP349 “del Costo” in provincia di Vicenza, un’arteria storicamente molto più pericolosa delle litoranee salentine (446 incidenti in 8 anni). Eppure, le istituzioni venete non hanno mai scelto il divieto totale per le moto. Al contrario, hanno adottato un approccio di “sicurezza integrata” che ha dimezzato gli incidenti: limite di velocità abbassato a 70 km/h, installazione di autovelox e tutor, potenziamento dei pattugliamenti e tavoli tecnici periodici.
Sulla scia di questo precedente, P.I.N. e Movimento Consumatori suggeriscono per il Salento misure alternative come l’installazione di sistemi “Targa System”, pattuglie in borghese e in divisa (stile Safety car), videosorveglianza e interventi infrastrutturali, come i guard-rail “salvamotociclisti”.
La manifestazione di domenica 15 novembre si preannuncia quindi come un momento di legittima e pacifica espressione democratica. I cartelli che sventoleranno lungo la SP87 ricorderanno le parole chiave della protesta: Sicurezza, Controlli, Manutenzione, Turismo e Libertà. L’auspicio degli organizzatori è che il Prefetto accolga la richiesta di dialogo, prima che una delle strade più belle d’Italia perda la sua vocazione di “fiore all’occhiello” internazionale a due ruote.

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