10/03/2026

Epstein, e-mail piccanti e favori sul lavoro: così spingeva una carriera a New York

JEFFREY EPSTEIN

Nuove e-mail emerse da documenti recentemente pubblicati aggiungono un ulteriore tassello alla rete di relazioni e influenze costruita negli anni da Jeffrey Epstein attorno a istituzioni internazionali, ambienti accademici e centri di ricerca strategica.

Al centro della vicenda c’è il possibile coinvolgimento di Epstein nel percorso professionale di una donna con cui intratteneva una relazione personale, che sarebbe stata inserita progressivamente all’interno dell’International Peace Institute (IPI), un think tank con sede a New York noto per le sue attività di ricerca e per l’organizzazione di eventi legati al sistema delle Nazioni Unite.

Contatti, pressioni e sostegni economici

Le comunicazioni analizzate mostrano Epstein impegnato a raccogliere informazioni e a interloquire con figure apicali dell’istituto per comprendere opportunità e sviluppi di carriera della donna. In alcuni passaggi emerge anche l’ipotesi che lo stesso Epstein possa aver contribuito, direttamente o indirettamente, al suo sostegno economico durante il periodo lavorativo.

All’epoca, l’IPI era guidato da Terje Rød-Larsen, diplomatico norvegese di lungo corso, che si è dimesso nel 2020 dopo la scoperta di precedenti rapporti finanziari con Epstein, tra cui prestiti personali e donazioni al think tank.

Il consiglio di amministrazione dell’IPI, in una dichiarazione pubblica rilasciata in quel periodo, prese le distanze da Epstein, sostenendo che le donazioni non fossero state note all’organo direttivo e annunciando la decisione di destinare somme equivalenti in beneficenza.

Dallo stage al ruolo operativo

Secondo i documenti, la donna avrebbe iniziato la sua collaborazione con l’IPI come stagista, per poi ottenere un incarico a tempo pieno. Nei report annuali dell’istituto risulta successivamente inserita in un ruolo operativo nell’area delle relazioni esterne.

Le e-mail mostrano come, durante questa fase, la donna sollecitasse Epstein a intervenire presso i vertici dell’istituto per facilitare l’evoluzione del suo contratto, mentre parallelamente venivano affrontate questioni legate a visti, compensi e modalità di collaborazione.

Il ruolo delle relazioni diplomatiche

La vicenda si intreccia anche con scambi di messaggi tra Epstein e Miroslav Lajčák, all’epoca figura di primo piano della diplomazia slovacca e presenza ricorrente agli eventi dell’IPI. In tali conversazioni si fa riferimento alla possibilità di coinvolgere la donna in progetti tematici, con l’eventuale supporto economico di Epstein.

Lajčák si è successivamente dimesso da un incarico istituzionale dopo la pubblicazione di documenti che ne evidenziavano i contatti con Epstein, ma non ha rilasciato dichiarazioni sulla vicenda specifica.

Una rete che solleva interrogativi

Nel loro insieme, le e-mail e i messaggi non configurano automaticamente responsabilità penali per l’istituzione o per i soggetti coinvolti, ma pongono interrogativi rilevanti sul confine tra relazioni personali, finanziamenti privati e accesso a contesti di potere e influenza internazionale.

Ancora una volta, la documentazione disponibile mostra come Epstein abbia saputo muoversi per anni all’interno di ambienti sensibili — accademici, politici e diplomatici — sfruttando una combinazione di risorse economiche, relazioni personali e prossimità alle élite decisionali.

 

L’articolo si basa su informazioni emerse da documenti pubblici analizzati da un consorzio internazionale di giornalismo investigativo, tra cui OCCRP, e rielaborate in forma autonoma.

La presente pubblicazione non riproduce né riporta testualmente contenuti coperti da copyright. La narrazione è frutto di rielaborazione giornalistica autonoma di fatti di interesse pubblico.