26/09/2026

L’ottimismo di Cernobbio e la realtà degli investimenti delle PMI

L’ottimismo di Cernobbio e la realtà degli investimenti delle PMI
L’ottimismo di Cernobbio e la realtà degli investimenti delle PMI

Articolo di Marco SImontacchi

La 52ª edizione del Forum di Cernobbio si è chiusa il 6 settembre con un messaggio di fiducia diffuso dalla platea di Villa d’Este: il 72,1% delle aziende presenti prevede ricavi in aumento nel 2026, secondo il sondaggio elettronico condotto da TEHA su oltre duecento fra imprenditori e manager. Il 50,8% stima una crescita entro il 10%, il 21,3% una crescita superiore, mentre solo l’8,2% teme una contrazione dei ricavi, una quota in calo rispetto alla rilevazione precedente. Il 59,6% dichiara inoltre di ottenere risultati migliori dei concorrenti.

Va detto subito che questo dato ha un perimetro preciso. Non è un campione probabilistico del sistema produttivo italiano ma un sondaggio somministrato a una platea selezionata dall’organizzatore, composta in larga prevalenza da vertici di grandi imprese e multinazionali operanti in Italia. Non è quindi confrontabile con le rilevazioni statistiche ufficiali, che seguono metodologie di campionamento e ponderazione dichiarate.

Ed è proprio confrontando questo dato con quelle rilevazioni ufficiali che la fotografia cambia. La Banca d’Italia, nell’Indagine sulle imprese industriali e dei servizi pubblicata il 1° luglio 2026 e condotta fra il 17 febbraio e il 12 maggio dello stesso anno, stima per le imprese con almeno 20 addetti una riduzione della spesa per investimenti pari al 4,9% nel 2026. Il 2025 si era chiuso su valori di sostanziale stabilità, con investimenti in accelerazione al 4,6%: l’inversione riguarda dunque le attese, non i consuntivi, ma coinvolge due aziende su tre ed è trainata dalla manifattura, a -9,2%, seguita dal comparto energetico ed estrattivo a -5,1% e dai servizi a -2,5%.
<span;>Il dato più significativo per chi lavora ogni giorno con le piccole e medie imprese è però un altro: la dimensione aziendale separa due comportamenti opposti.

Le imprese fra 20 e 49 addetti prevedono di ridurre gli investimenti dell’11,8% nel 2026, quelle fra 50 e 199 addetti del 7,7%, quelle fra 200 e 499 del 4,2%, mentre le imprese con oltre 500 addetti si fermano a -1,2%. Un rapporto di quasi dieci a uno fra i due estremi della distribuzione. La stessa frattura attraversa l’adozione tecnologica: all’inizio del 2026 utilizzava strumenti di intelligenza artificiale, anche solo in via sperimentale, il 71% delle imprese industriali con almeno 500 addetti contro il 22% di quelle fra 20 e 49 addetti, e l’uso estensivo riguarda in media il 4% delle imprese sotto i 50 addetti contro il 18% di quelle sopra i 500.

Per leggere tutto l’articolo:

L’ottimismo di Cernobbio e la realtà degli investimenti delle PMI

Avete appena letto: https://www.simontacchi.net/finanza/lottimismo-di-cernobbio-e-la-realta-degli-investimenti-delle-pmi/

Potete leggere anche: https://www.simontacchi.net/imprenditoria/maratona-490-a-c-la-velocita-decide-il-destino/