26/09/2026

Tajani, polemica sulle donne dopo le parole su gonne e matrimonio: arrivano le scuse

TAJANI

Il vicepremier aveva utilizzato il paragone tra la scelta della moglie e quella politica, parlando di donne “meno appariscenti” e “più affidabili”. Dopo le critiche: «Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso».

Le dichiarazioni di Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, sul ruolo e sull’immagine delle donne hanno acceso un acceso dibattito politico.

Intervenendo alla manifestazione “Itaca” a Formello, Tajani aveva utilizzato il matrimonio come metafora della scelta politica. Nel suo ragionamento aveva spiegato che, dovendo consigliare al figlio quale donna sposare, avrebbe indicato una ragazza «meno appariscente ma più affidabile, più seria», contrapponendola a una donna più affascinante e facendo anche riferimento alla lunghezza della gonna.

Parole che hanno provocato numerose reazioni. Esponenti delle opposizioni hanno contestato soprattutto l’associazione tra abbigliamento, aspetto fisico, fedeltà e affidabilità di una donna. La polemica è arrivata anche in Senato, dove alcune parlamentari dell’opposizione hanno scelto di presentarsi in minigonna come forma di protesta.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, interpellata sulla vicenda, ha parlato di una «frase uscita male», invitando a non ingigantire l’episodio.

Le scuse di Tajani

Dopo le polemiche, Tajani è tornato sulle proprie dichiarazioni da New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

«Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto», ha dichiarato, precisando di non aver mai avuto intenzione di offendere le donne. Il ministro ha inoltre richiamato alcune sue decisioni istituzionali, tra cui la nomina di donne alla guida delle ambasciate italiane in Iran e Afghanistan, come testimonianza del proprio impegno sul tema dei diritti femminili.

Al di là delle intenzioni dichiarate dal ministro, l’episodio ha riaperto un tema più ampio: quanto pesano ancora gli stereotipi legati all’aspetto, all’abbigliamento e alla vita privata delle donne nel linguaggio pubblico e politico?

Una discussione che, ancora una volta, va ben oltre la lunghezza di una gonna.