La tempesta perfetta dell’acqua

Articolo di Marco Simontacchi
Perché la risorsa che diamo per scontata sta diventando la prossima linea di frattura
Stiamo assistendo a una tempesta perfetta e il suo epicentro è l’acqua. Nel 2024 il Pacific Institute ha censito 420 conflitti legati all’acqua nel mondo, il 78% in più rispetto al 2022, un aumento che racconta meglio di qualsiasi previsione quanto questa risorsa si stia trasformando da bene condiviso a terreno di scontro.
Oggi due miliardi di persone non hanno accesso adeguato all’acqua potabile e il 75% della popolazione mondiale vive in paesi che le Nazioni Unite classificano come acqua-insicuri o criticamente acqua-insicuri. A gennaio 2026 i ricercatori dell’ONU hanno usato un’espressione difficile da ignorare, bancarotta idrica, per descrivere un prelievo di acque superficiali e sotterranee ormai tale da danneggiare i sistemi naturali in modo costoso o impossibile da riparare.
Il cambiamento climatico non fa che accelerare questa traiettoria. L’innalzamento delle temperature inaridisce fiumi e bacini e rende la disponibilità d’acqua sempre meno prevedibile e costante, e i periodi di siccità non vengono compensati dalle precipitazioni fenomenali come si potrebbe pensare.
Uno studio pubblicato su Nature, incrociando i dati satellitari della missione GRACE, ha mostrato che non conta solo quanta pioggia cade ma come cade. Quando le precipitazioni si concentrano in eventi brevi e violenti il suolo non fa in tempo ad assorbirle, l’acqua ristagna in superficie e si disperde in flussi torrenziali invece di infiltrarsi verso le falde, oltre a erodere il territorio e creare danni.
Con un riscaldamento di due gradi, secondo la stessa ricerca, il 27% della popolazione mondiale vivrà in condizioni di aridità anomala.
In Italia le falde acquifere hanno già mostrato la propria vulnerabilità durante la crisi siccitosa del 2021-2022, che secondo ISPRA ha colpito quattro delle sei macroregioni monitorate, e le regioni del sud restano sotto pressione crescente per la contrazione delle precipitazioni nel Mediterraneo.
Dalla costanza di falde e bacini non dipende soltanto l’acqua che beviamo o quella che irriga i campi, dipendono le forniture necessarie all’industria manifatturiera e a quella agroalimentare, due settori che non possono permettersi discontinuità.
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