09/10/2026

La tempesta perfetta dell’acqua

La tempesta perfetta dell’acqua
La tempesta perfetta dell’acqua

Articolo di Marco Simontacchi

Perché la risorsa che diamo per scontata sta diventando la prossima linea di frattura

Stiamo assistendo a una tempesta perfetta e il suo epicentro è l’acqua. Nel 2024 il Pacific Institute ha censito 420 conflitti legati all’acqua nel mondo, il 78% in più rispetto al 2022, un aumento che racconta meglio di qualsiasi previsione quanto questa risorsa si stia trasformando da bene condiviso a terreno di scontro.

Oggi due miliardi di persone non hanno accesso adeguato all’acqua potabile e il 75% della popolazione mondiale vive in paesi che le Nazioni Unite classificano come acqua-insicuri o criticamente acqua-insicuri. A gennaio 2026 i ricercatori dell’ONU hanno usato un’espressione difficile da ignorare, bancarotta idrica, per descrivere un prelievo di acque superficiali e sotterranee ormai tale da danneggiare i sistemi naturali in modo costoso o impossibile da riparare.

Il cambiamento climatico non fa che accelerare questa traiettoria. L’innalzamento delle temperature inaridisce fiumi e bacini e rende la disponibilità d’acqua sempre meno prevedibile e costante, e i periodi di siccità non vengono compensati dalle precipitazioni fenomenali come si potrebbe pensare.

Uno studio pubblicato su Nature, incrociando i dati satellitari della missione GRACE, ha mostrato che non conta solo quanta pioggia cade ma come cade. Quando le precipitazioni si concentrano in eventi brevi e violenti il suolo non fa in tempo ad assorbirle, l’acqua ristagna in superficie e si disperde in flussi torrenziali invece di infiltrarsi verso le falde, oltre a erodere il territorio e creare danni.

Con un riscaldamento di due gradi, secondo la stessa ricerca, il 27% della popolazione mondiale vivrà in condizioni di aridità anomala.

In Italia le falde acquifere hanno già mostrato la propria vulnerabilità durante la crisi siccitosa del 2021-2022, che secondo ISPRA ha colpito quattro delle sei macroregioni monitorate, e le regioni del sud restano sotto pressione crescente per la contrazione delle precipitazioni nel Mediterraneo.

Dalla costanza di falde e bacini non dipende soltanto l’acqua che beviamo o quella che irriga i campi, dipendono le forniture necessarie all’industria manifatturiera e a quella agroalimentare, due settori che non possono permettersi discontinuità.

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La tempesta perfetta dell’acqua

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