LA CORTE UE “BACCHETTA” LA GIUSTIZIA SPORTIVA ITALIANA
Le sentenze sportive devono poter essere esaminate da un giudice indipendente: è quanto emerso dalla Corte di giustizia dell’Unione europea interrogata sul punto dal TAR del Lazio (si vedano provvedimenti su www.partiteivanazionali.it – sez. Documenti). Una decisione che può cambiare completamente gli scenari della giustizia sportiva e il suo rapporto con quella ordinaria.
La decisione di oggi della Corte di Giustizia dell’Unione Europea rappresenta una svolta storica che scardina l’autonomia assoluta della giustizia sportiva italiana, stabilendo che i giudici statali devono avere il potere di annullare le sanzioni delle federazioni quando queste ledono le libertà professionali ed economiche garantite dal diritto UE (Causa C-425/24, FIGC et CONI).
Sul punto, è intervenuto il Presidente di Partite Iva Nazionali, Cav. Antonio Sorrento, anche in veste di dirigente sportivo.
Fa presente il Cav. Sorrento “Da settimane attendevamo la pronuncia della Corte Europea perché siamo convinti che stravolgerà le regole della Giustizia sportiva in Italia. Proprio per tale motivo ringrazio il nostro comitato tecnico scientifico presenziato dall’Avv. Matteo Sances per aver monitorato costantemente la giurisprudenza su questo tema. Ricordo che il 17 giugno 2024 il Tar del Lazio aveva inviato domanda pregiudiziale alla Corte Europea chiedendo in pratica se la riserva di giustizia sportiva in Italia fosse compatibile o meno col diritto dell’Unione”.
Cosa ha stabilito la Corte UE
Fa presente l’Avv. Matteo Sances che la sentenza emessa dalla Corte Europea, originata dai ricorsi di alcuni dirigenti sportivi di una società di calcio al Tar del Lazio contro le inibizioni per il caso plusvalenze, fissa dei principi fondamentali:
1) I giudici ordinari devono poter cancellare la sanzione sportiva e disporre misure cautelari d’urgenza. Fino a oggi, la legge italiana (legge 280/2003) consentiva al TAR solo di concedere un risarcimento economico, lasciando intatta la squalifica;
2) Spetta ora al TAR del Lazio verificare se l’attuale sistema di giustizia sportiva garantisca un controllo davvero indipendente, rispettando il diritto alla difesa e il principio del contraddittorio.
In pratica il modello della “pregiudiziale sportiva” viene di fatto superato nei casi in cui siano in gioco diritti fondamentali dell’individuo o delle imprese professionali.
Ora la palla passa nuovamente ai giudici amministrativi italiani, che dovranno ridefinire i confini del processo sportivo applicando i principi europei. Il rischio concreto per le federazioni, a partire dalla FIGC, è di vedere azzerata la certezza dei propri campionati e dei propri provvedimenti disciplinari ogni volta che un dirigente, un calciatore o un club deciderà di ricorrere alla giustizia civile o amministrativa.
PIN fa presente che per maggiori info è possibile scrivere a presidenza@partiteivanazionali.it

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