OAM e credito digitale: nuove sfide per agenti, mediatori e consumatori nel 2026
Il credito corre sempre più veloce sui canali digitali: preventivi online, firma elettronica, onboarding da remoto, comparatori, piattaforme fintech e consulenze via videochiamata sono ormai parte della quotidianità per chi cerca un prestito, una cessione del quinto o un mutuo. In questo scenario, il ruolo dell’OAM, l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, diventa centrale non solo per la vigilanza sugli operatori iscritti, ma anche per la tutela del consumatore e per la trasparenza del mercato.
Nel 2026 il tema è particolarmente attuale perché l’intermediazione del credito si trova al punto di incontro tra innovazione tecnologica, obblighi antiriciclaggio, protezione dei dati personali e correttezza commerciale. Agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, collaboratori e società fintech devono dimostrare di saper utilizzare strumenti digitali senza ridurre le garanzie previste dalla normativa. Per famiglie e imprese, invece, diventa essenziale capire come riconoscere un operatore abilitato e quali controlli effettuare prima di firmare un contratto.
Che cos’è l’OAM e perché conta nel mercato del credito
L’OAM gestisce gli elenchi degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi, oltre a monitorare il rispetto dei requisiti professionali e organizzativi previsti dalla legge. In pratica, chi propone o intermedia prodotti di credito per conto di banche, intermediari finanziari o altri soggetti autorizzati deve operare nel perimetro delle regole e, ove previsto, risultare iscritto negli appositi elenchi.
La funzione dell’Organismo è fondamentale perché il mercato del credito si basa sulla fiducia. Un consumatore che richiede un finanziamento personale o un mutuo spesso condivide informazioni molto sensibili: reddito, posizione lavorativa, situazione familiare, eventuali debiti in corso, patrimonio e documenti identificativi. Se queste informazioni finiscono nelle mani di operatori non autorizzati, il rischio non riguarda soltanto una scelta finanziaria sbagliata, ma anche possibili frodi, furti d’identità e pratiche commerciali aggressive.
La consultazione degli elenchi OAM rappresenta quindi un primo strumento di autodifesa. Prima di affidare documenti o versare somme a titolo di consulenza, è opportuno verificare che il soggetto con cui si sta dialogando sia effettivamente iscritto, che i dati societari corrispondano e che non vi siano incongruenze tra nome commerciale, sito internet e ragione sociale.
Credito digitale: opportunità e rischi per il consumatore
La digitalizzazione ha portato vantaggi evidenti. Oggi è possibile confrontare più offerte in pochi minuti, caricare i documenti da smartphone, ricevere una pre-delibera in tempi rapidi e firmare a distanza. Questo riduce tempi, costi di spostamento e barriere geografiche, soprattutto per chi vive in piccoli centri o ha difficoltà a recarsi fisicamente in filiale.
Tuttavia, la velocità può diventare un rischio se il consumatore non ha il tempo o le competenze per leggere le condizioni economiche. TAN, TAEG, spese di istruttoria, commissioni di intermediazione, costi assicurativi facoltativi, penali e modalità di estinzione anticipata devono essere valutati con attenzione. Un’offerta apparentemente conveniente può diventare più onerosa se include servizi accessori non necessari o costi poco evidenti.
Inoltre, il canale online può favorire la diffusione di messaggi pubblicitari semplificati, come prestiti immediati, liquidità senza controlli o finanziamenti garantiti per tutti. Formule di questo tipo devono sempre far alzare il livello di attenzione: un intermediario serio valuta il merito creditizio, richiede documentazione e fornisce informazioni precontrattuali complete.
Agenti e mediatori: competenze più alte nell’era fintech
Per gli operatori del settore, il 2026 richiede un salto di qualità. Non basta più conoscere i prodotti bancari tradizionali: servono competenze digitali, capacità di leggere i dati, attenzione alla cybersecurity e aggiornamento continuo sulla normativa. Un agente o un mediatore che utilizza piattaforme digitali deve assicurarsi che i processi siano tracciabili, che la documentazione sia conservata correttamente e che il cliente riceva informazioni chiare prima della sottoscrizione.
Il mediatore creditizio, in particolare, deve mantenere una posizione di autonomia nella relazione tra cliente e finanziatore, illustrando le soluzioni disponibili in modo comprensibile. L’agente in attività finanziaria, invece, opera per conto di uno o più intermediari entro i limiti previsti dal mandato. In entrambi i casi, la professionalità si misura anche nella capacità di non spingere il cliente verso un prodotto non coerente con il suo profilo economico.
La formazione resta un pilastro. I cambiamenti nei tassi di interesse, nelle politiche di credito delle banche, nelle regole antiriciclaggio e nei sistemi di valutazione automatizzata rendono indispensabile un aggiornamento costante. Chi opera nel credito deve saper spiegare non solo quanto costa un finanziamento, ma anche perché una richiesta può essere respinta e quali comportamenti possono migliorare il profilo creditizio nel tempo.
Antiriciclaggio, identità digitale e controlli a distanza
Uno dei punti più delicati riguarda l’identificazione del cliente. Con l’aumento delle operazioni da remoto, la verifica dell’identità deve essere robusta e coerente con gli obblighi antiriciclaggio. Video-identificazione, SPID, CIE, firma elettronica avanzata o qualificata e sistemi di controllo documentale possono semplificare il processo, ma non eliminano la responsabilità degli operatori.
Il principio di adeguata verifica impone di conoscere il cliente, comprendere la natura dell’operazione e individuare eventuali anomalie. Domande come l’origine dei fondi, la coerenza tra reddito e importo richiesto, la presenza di soggetti terzi che intervengono nell’operazione o l’utilizzo di documenti non coerenti non sono formalità burocratiche: servono a proteggere il sistema finanziario e lo stesso cliente.
Nel credito al consumo, nel mutuo e nella cessione del quinto, la correttezza della documentazione è decisiva. Buste paga alterate, dichiarazioni non veritiere o informazioni incomplete possono generare conseguenze gravi, dal rifiuto della pratica fino a possibili segnalazioni. Per questo la promessa di scorciatoie o approvazioni sicure dovrebbe sempre essere considerata un campanello d’allarme.
Come verificare un operatore prima di chiedere un finanziamento
Il consumatore può adottare alcune precauzioni semplici ma efficaci. La prima è controllare l’iscrizione dell’operatore negli elenchi ufficiali, verificando denominazione, codice identificativo e sede. La seconda è diffidare da chi chiede pagamenti anticipati non giustificati o propone di trasferire denaro su conti intestati a persone fisiche.
È utile anche esaminare il sito internet: devono essere presenti riferimenti societari chiari, informative privacy, recapiti verificabili e indicazioni sull’eventuale iscrizione OAM. Un sito privo di dati identificativi, con promesse eccessive o con numeri telefonici non riconducibili all’operatore merita prudenza.
- Controllare l’iscrizione negli elenchi ufficiali prima di inviare documenti.
- Leggere il TAEG, che rappresenta il costo complessivo annuo del finanziamento.
- Non firmare in fretta e chiedere sempre la documentazione precontrattuale.
- Diffidare dalle garanzie assolute: nessun operatore serio può promettere l’approvazione certa.
- Proteggere i dati personali, inviandoli solo tramite canali sicuri e a soggetti verificati.
Il ruolo della trasparenza in una fase di tassi ancora selettivi
Anche se il ciclo dei tassi può cambiare nel corso del 2026 in base alle decisioni delle banche centrali e all’andamento dell’inflazione, il credito resta selettivo. Le banche valutano con attenzione reddito, stabilità lavorativa, livello di indebitamento e storico dei pagamenti. In questo contesto, l’intermediario ha il compito di aiutare il cliente a capire la sostenibilità della rata, evitando sovraindebitamento e aspettative irrealistiche.
La trasparenza non è solo un obbligo normativo, ma un elemento competitivo. Gli operatori che spiegano con chiarezza costi, tempi, documenti necessari e motivi di eventuale rifiuto costruiscono relazioni più solide e riducono il contenzioso. Al contrario, comunicazioni opache o aggressive possono danneggiare l’intero comparto, alimentando sfiducia verso il credito intermediato.
Il rapporto tra OAM e credito digitale sarà sempre più importante per l’equilibrio del mercato finanziario italiano.
L’innovazione può rendere l’accesso al credito più rapido, inclusivo ed efficiente, ma solo se accompagnata da controlli adeguati, operatori qualificati e consumatori consapevoli.
Per agenti e mediatori, la sfida è coniugare tecnologia e responsabilità professionale. Per chi richiede un finanziamento, la regola principale resta la prudenza: verificare l’intermediario, leggere le condizioni, confrontare le offerte e non cedere alla pressione di decisioni immediate. In un mercato in cui il credito passa sempre più da piattaforme digitali e processi automatizzati, la fiducia continua a dipendere da un principio tradizionale: sapere con chi si sta parlando e comprendere davvero ciò che si sta firmando.

Articolo a cura di Raffaele Tafuro, imprenditore e operatore finanziario Presidente Nazionale ASSOPAM (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale della Fondazione Enasarco, nonchè Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente nei percorsi di aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per il suo impegno nelle battaglie a favore della riforma del credito, nonchè per le sue analisi critiche sulle normative italiane ed europee di settore.
Rappresentante di interessi per Assopam presso la Camera dei Deputati e l’Unione Europea dove opera per la tutela e la difesa delle imprese e dei consumatori.
Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora stabilmente con alcune delle principali testate giornalistiche indipendenti.
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