Riapertura rottamazione Tributi Locali: è caos
Partite Iva Nazionali esprime grande delusione per il mancato allargamento delle norme sulla rottamazione e segnala seri rischi di caos per i tributi locali.
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Dopo l’approvazione della fiducia al Senato con 99 voti favorevoli, il decreto fiscale (decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38, pubblicato in GU n. 72/2026) passa ora all’esame della Camera.
Partite Iva Nazionali (PIN) fa presente che la conversione del decreto fiscale traccia una linea definitiva sulle modalità di rottamazione per le entrate locali (IMU, TARI, multe). Il risultato è un sistema a due velocità che crea un labirinto burocratico per Comuni e contribuenti, differenziando i trattamenti a seconda del soggetto gestore della riscossione (si veda decreto in discussione alla Camera su www.partiteivanazionali.it ).
Sul punto, fa presente il Presidente di PIN, il Cav. Antonio Sorrento “Il nostro comitato tecnico scientifico, presieduto dall’Avv. Matteo Sances, è riuscito in tempo record ad analizzare le norme votate in Senato e che probabilmente non cambieranno durante l’ultima votazione alla Camera. Le regole non sono semplici ma cerchiamo di fare chiarezza:
· Entrate affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER): Possono ora accedere alla “Rottamazione 5” seguendo le regole nazionali e dunque la cancellazione di sanzioni, interessi e aggio, pagamento in 9 anni. I Comuni comunque dovranno decidere di aderire con delibera da approvare entro il 30.06.2026;
· Entrate riscosse in proprio o da concessionari privati: Possono essere oggetto di sanatorie “autonome” deliberate dai singoli Comuni (come già previsto in Finanziaria).
Purtroppo la norma non prevede altre tipologie di tributi da includere nella rottamazione (ad esempio, tutte le richieste di far riaprire i termini della rottamazione quater sono andate a vuoto)”.
1. Il nodo del “Rottamazione 5” (Entrate AdER)
Per le entrate gestite da AdER, la rottamazione prevede regole uniformi a livello nazionale, ma con una criticità temporale notevole:
· Calendario stretto: I Comuni devono approvare la delibera di adesione entro il 30 giugno 2026.
· Impossibilità per i Comuni al voto: L’ANCI evidenzia come per quasi 900 Comuni (inclusi grandi centri come Venezia, Salerno, Messina, Taranto, Reggio Calabria) al voto a fine maggio, approvare la delibera in tempo sia quasi impossibile.
2. Le Sanatorie Locali (Gestione Propria o Privata)
I Comuni possono decidere in autonomia se, come e quando rottamare i crediti non affidati ad AdER.
· Flessibilità: Possono decidere quali tributi inserire (es. solo TARI o solo multe) e l’entità degli sconti.
· Differenze di rateazione: A differenza dei 9 anni previsti dalla rottamazione statale, i Comuni solitamente prevedono piani di rientro più brevi e talvolta fideiussioni per importi elevati.
3. Il Rischio Disparità e il “Dedalo” Normativo
La situazione attuale crea un paradosso: la stessa tipologia di entrata (es. TARI) potrebbe essere rottamata con regole statali per alcune annualità (se gestita da AdER) e con regole locali per altre (se gestita internamente), generando disparità di trattamento per i contribuenti.
Si auspica coerenza da parte degli enti, ma l’estrema complicazione della norma rischia di frenare le scelte di rottamazione dei Comuni, lasciandoli nel caos gestionale.

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