Anziani e dipendenza da smartphone: un fenomeno in crescita
Sempre più anziani usano dispositivi digitali ogni giorno. Crescono i rischi di dipendenza e isolamento, ma anche le opportunità per migliorare salute e socialità. Serve una strategia pubblica per guidare questo cambiamento.
Anziani e Tecnologia, sempre più over 65 trascorrono ore davanti agli schermi. Crescono i rischi, ma anche i benefici per la salute mentale e la socialità
Una generazione digitale inaspettata
Negli ultimi anni, una rivoluzione silenziosa sta trasformando le abitudini della popolazione over 65: sempre più anziani trascorrono buona parte della giornata davanti a uno schermo — smartphone, tablet, computer o smart TV — con modalità d’uso spesso simili a quelle degli adolescenti.
Un cambiamento culturale che si sta diffondendo su scala globale, portando con sé rischi reali ma anche nuove opportunità.
Il caso UK: dipendenze digitali anche dopo i 70 anni
Nel Regno Unito, la clinica pubblica National Centre for Gaming Disorders segnala un aumento di casi di dipendenza da videogiochi anche tra gli adulti e persino tra gli anziani. Alcuni pazienti ultrasettantenni sono in trattamento per uso compulsivo di giochi online o app per smartphone.
Secondo il Servizio Sanitario Britannico (NHS), negli ultimi anni si è registrato un flusso crescente di richieste d’aiuto da parte di persone di mezza età, con una particolare incidenza di disturbi comportamentali legati a uso eccessivo del digitale.
Un trend globale: Corea, Giappone, Cina, Europa
Dalla Corea del Sud al Giappone, passando per la Cina e gli Stati Uniti, il fenomeno si ripete con dinamiche simili:
- Corea del Sud: il 15% dei 60-69enni è a rischio dipendenza da smartphone.
- Giappone: disturbi del sonno e ridotta attività fisica nei senior più connessi.
- Cina: negli over 60 l’uso eccessivo del digitale è associato a maggiore stress e insonnia.
E in Italia?
Nel nostro Paese, secondo il rapporto Digital 2025 Italy, oltre il 90% della popolazione è connessa a internet, ma solo il 42% degli over 65 naviga regolarmente. La percentuale scende al 12% tra gli ultra75enni.
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Tra questi, più della metà non fa acquisti online, segnando una delle percentuali più basse d’Europa.
Tuttavia, il numero di anziani digitali è in crescita. Lo smartphone diventa una finestra sul mondo: si usa per videochiamare figli e nipoti, guardare film, informarsi, giocare e persino socializzare in chat e gruppi online.
I rischi nascosti: truffe, isolamento e ansia
La mancanza di controlli esterni espone gli anziani a una lunga serie di insidie digitali:
- Truffe online e phishing
- Microtransazioni involontarie nei giochi
- Overdose informativa e allarmismo mediatico
- Scorrimento compulsivo sui social
Le conseguenze possono includere insonnia, ansia, sedentarietà e isolamento.
Ma non è tutto negativo: il digitale può fare bene
Una recente meta-analisi su 400.000 over 50 ha dimostrato che l’uso regolare di dispositivi digitali rallenta il declino cognitivo, riduce la solitudine e favorisce l’interazione sociale.
Esperimenti di telemedicina e assistenza da remoto in Italia mostrano risultati promettenti: minori ricoveri e maggiore aderenza alle cure per chi comunica coi medici via app.
La soluzione? Educazione digitale nella terza età
Esperti di psicologia e gerontologia concordano: è urgente una strategia pubblica per l’alfabetizzazione digitale degli anziani, attraverso:
- Corsi nei centri sociali e università della terza età
- Programmi nei consultori
- Iniziative delle ASL e dei Comuni
La generazione anziana di oggi non è più estranea al mondo digitale. Sta attraversando una transizione complessa, tra rischi concreti e straordinarie opportunità.
Compito di famiglie, istituzioni e servizi sanitari è accompagnare questa trasformazione con strumenti, formazione e consapevolezza.
Perché lo schermo, se ben usato, può diventare un prezioso alleato per la salute e la felicità anche nella terza età.
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Articolo pubblicato dall’imprenditore e Operatore Finanziario Raffaele Tafuro, Presidente Nazionale Assopam (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale Fondazione Enasarco, Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente per l’aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per le sue lotte per la riforma del credito e le sue critiche alle normative italiane ed europee nel contesto del mortgage credit.
Rappresentante d’interesse Assopam, alla Camera dei Deputati e all’Unione Europea per la tutela e la difesa di aziende e consumatori. Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora con le migliori testate giornalistiche.
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