Autovelox non omologati: la “scorciatoia” pensata dal Ministero fermerà davvero i ricorsi?
C’è una novità importante sul fronte delle multe per eccesso di velocità, ma contrariamente a quanto molti pensano, la partita non è affatto chiusa.
Andiamo con ordine. Ad aprile 2024, una storica ordinanza della Corte di Cassazione (n.10505) ha confermato un principio chiaro: “approvazione” e “omologazione” di un autovelox non sono la stessa cosa. Poiché il Codice della Strada impone l’omologazione (ossia un controllo tecnico del dispositivo molto più rigido) e il Ministero in questi anni si è limitato a rilasciare semplici approvazioni, migliaia di verbali in tutta Italia sono diventati contestabili. Risultato? Una pioggia di ricorsi accolti dai giudici.
Per correre ai ripari e bloccare il caos, il Ministero delle Infrastrutture ha preparato un nuovo Decreto Ministeriale (decreto per l’omologazione degli autovelox del 9 giugno 2026) che introduce una vera e propria “sanatoria”.
In parole semplici, il decreto stabilisce una scorciatoia: gli autovelox già in uso che rispettano determinati requisiti tecnici (in particolare quelli fissati dal Dm n.282 del 2017) verranno considerati automaticamente omologati.
Analizzando il testo del decreto e i principi generali del nostro ordinamento, emergono due grandissimi punti interrogativi che continueranno ad alimentare i ricorsi:
- nessun effetto retroattivo: il nuovo decreto si applicherà soltanto alle infrazioni rilevate dopo la sua entrata in vigore. Questo significa che tutti i verbali già notificati, le infrazioni commesse prima del decreto e i ricorsi attualmente in corso non vengono sanati. Per il passato, la mancanza di omologazione resta un vizio insanabile.
- il rischio di illegittimità del decreto: è legittimo che un atto ministeriale (regolamentare) “inventi” un’omologazione mai avvenuta, equiparando due procedure che la Cassazione ha nettamente distinto? Molti giuristi ne dubitano. I giudici di merito potrebbero decidere di disapplicare questo decreto, ritenendolo contrario alla legge ordinaria.
In conclusione, il tentativo del Governo di mettere una “toppa” rischia di aprire una nuova stagione di battaglie legali.
Se si è già ricevuto un verbale o si è già instaurato un contenzioso in corso per un autovelox non omologato, le possibilità di far valere i propri diritti restano elevatissime.
Movimento Consumatori Maglie,
Dott. D. Romano – maglie@movimentoconsumatori.it

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