11/08/2026

Quem portum petat: Verso che porto ti dirigi?

Quem portum petat: Verso che porto ti dirigi?
Quem portum petat: Verso che porto ti dirigi?

C’è una frase di Seneca che sembra scritta apposta per chi fa impresa: “Ignoranti quem portum petat, nullus suus ventus est”. Per chi non sa verso quale porto sta navigando, nessun vento è quello giusto.

È un’immagine semplice, ma coglie un problema che vediamo spesso nel nostro lavoro di consulenza. Molte imprese non mancano di energia, di risorse o di opportunità: il vento, per usare la metafora di Seneca, soffia. Il problema è che, senza una rotta chiara, quel vento può spingere ovunque, e “ovunque” non è una destinazione.

Nell’attività quotidiana di un’azienda capita spesso di scambiare il movimento per progresso. Si investe, si assume, si lancia un nuovo prodotto, si entra in un nuovo mercato: tutte azioni legittime, ma che hanno senso solo se rispondono a una domanda precisa, quella che Seneca mette al centro della sua frase: dove stiamo andando?

Senza questa domanda, ogni decisione diventa reattiva. Si risponde all’emergenza del momento, alla pressione della concorrenza, all’offerta che sembra troppo buona per essere rifiutata. È un modo di navigare che consuma energie e risorse, ma raramente porta a un porto preciso.
<span;>Il valore della conoscenza strategica fa la differenza.

È di fondamentale importanza quello che consideriamo il cuore del nostro lavoro: la conoscenza strategica. Non intendiamo solo l’analisi dei numeri o la definizione di un piano industriale, per quanto entrambi restino strumenti indispensabili.

Intendiamo la capacità di aiutare un imprenditore a rispondere con chiarezza alla domanda di Seneca: qual è il porto?

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Quem portum petat: Verso che porto ti dirigi?

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