11/08/2026

La svalutazione dei pilastri aziendali: quando l’azienda perde chi la tiene in piedi

La svalutazione dei pilastri aziendali: quando l’azienda perde chi la tiene in piedi
La svalutazione dei pilastri aziendali: quando l’azienda perde chi la tiene in piedi

Articolo di Marco Simontacchi

Lo abbiamo visto troppe volte, in aziende di ogni dimensione e settore: i collaboratori migliori, i più responsabili e affidabili, finiscono per essere caricati di compiti e responsabilità crescenti.

Spesso senza una qualifica adeguata al ruolo di fatto ricoperto, e con carichi di lavoro che superano ampiamente quanto sarebbe ragionevole chiedere. Con il tempo, buona parte della tenuta operativa dell’azienda arriva a dipendere proprio da loro, che si trovano a fare i salti mortali per portare comunque tutto a termine, e nel migliore dei modi possibile.

Il logoramento, in questi casi, è sempre elevato. E si dà per scontato che, essendo fedelissimi, ci saranno sempre. Ma di sempre, in realtà, c’è solo che prima o poi cedono: salutano e vanno altrove, dove possono finalmente tirare il fiato, riprendersi una vita al di fuori del lavoro e magari trovare anche un riconoscimento più adeguato a quanto danno.

Vediamo cosa dicono i dati.
Il fenomeno non è un’impressione soggettiva, ma un rischio misurabile e già ampiamente documentato. Il Censis segnala che un dipendente su tre in Italia è oggi a rischio burn-out, e ricerche più recenti indicano che circa il 76% dei lavoratori italiani ha sperimentato sintomi di burnout nel corso del 2023, mentre il 31,8% ha vissuto almeno una volta sentimenti di esaurimento, alienazione o negatività verso il proprio lavoro.

Sul fronte dell’engagement la situazione italiana è tra le più critiche in Europa: secondo Gallup solo una minima parte dei lavoratori italiani si dichiara pienamente coinvolta nel proprio lavoro, ben al di sotto della media europea.

A livello globale, il calo del coinvolgimento registrato da Gallup nel biennio 2024-2025 (sceso fino al 20%, il valore più basso mai rilevato) ha un costo stimato in oltre 10.000 miliardi di dollari di produttività persa, pari a circa il 9% del PIL mondiale.

Anche i numeri più operativi confermano la gravità del problema: nel primo trimestre 2024 l’INAIL ha registrato un aumento del 17,9% delle denunce per disturbi psichici e comportamentali legati al lavoro.

Quando si arriva a questo punto, il problema non è più solo individuale, è un problema aziendale conclamato.
Il costo di perdere chi sa già tutto è molto elevato.

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La svalutazione dei pilastri aziendali: quando l’azienda perde chi la tiene in piedi

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