14/01/2026

Monomandato: il regalo alle banche che impoverisce gli agenti

Monomandato: il regalo alle banche che impoverisce gli agenti

Monomandato: il regalo alle banche che impoverisce gli agenti

C’è una domanda che migliaia di professionisti del credito continuano a porsi: perché agli agenti assicurativi è stato abolito il monomandato e agli agenti finanziari no?
La risposta, seppur scomoda, sembra evidente: perché conviene così alle banche e alle finanziarie mandanti.

Le istituzioni hanno costruito e mantenuto un sistema che appare sempre più come una gabbia normativa, utile solo a far ingrassare i bilanci dei grandi gruppi, a scapito della dignità professionale e della libertà degli agenti.

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Da un lato, infatti, i soggetti vigilati da Banca d’Italia – banche e società finanziarie – possono operare con più mandati, stringere partnership con istituti “concorrenti” e allargare i loro portafogli come meglio credono.

Dall’altro, l’agente resta inchiodato a un solo marchio, obbligato a esporre l’insegna della mandante ma costretto a proporre prodotti di altre banche tramite accordi che solo la mandante è autorizzata a siglare (e riconosce spesso provvigioni all’agente da fame).

Un paradosso normativo che genera conseguenze devastanti:

  • Agenti ridotti a semplici esecutori, senza autonomia.
  • Consumatori meno tutelati, confusi da una vetrina che promette un marchio ma potrebbe concludere il contratto di altri istituti.
  • Mandanti che si arricchiscono, trattenendo margini e provvigioni sugli stessi prodotti che l’agente, in teoria, non potrebbe distribuire da solo.

Tutto questo avviene con il silenzio – o la complicità – delle istituzioni. Mentre si parla di pluralità e concorrenza a Bruxelles, e mentre il settore assicurativo ha finalmente superato l’anacronismo del monomandato, il comparto del credito resta ostaggio di regole vecchie e sbilanciate.

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La verità è che il monomandato non tutela nessuno, se non i conti delle mandanti. È diventato uno strumento per accentrare ricchezza e potere nelle mani dei grandi player, svuotando di senso il ruolo dell’agente (schiavizzato) e lasciando migliaia di professionisti in una posizione subalterna.

Le istituzioni non possono continuare a ignorare questa ingiustizia. Se davvero si vuole un mercato trasparente, competitivo e orientato al consumatore, il primo passo è abolire il monomandato anche per gli agenti finanziari. Tutto il resto sono solo chiacchiere di palazzo.

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