La nuova Direttiva UE sul Credito ai Consumatori cambierà tutto: ecco cosa sapere
La nuova Direttiva UE sul Credito ai Consumatori cambierà tutto: ecco cosa sapere
Dal 2026 prestiti, finanziamenti online e “Compra ora, paga dopo” saranno sotto stretto controllo in tutta Europa.
Il contesto
Il credito ai consumatori sta cambiando volto. Dopo oltre 15 anni, l’Unione Europea ha varato la nuova Direttiva (UE) 2023/2225, nota come CCD II, che ridefinisce completamente le regole per la concessione dei finanziamenti personali, dei prestiti al consumo e delle nuove formule digitali come il Buy Now Pay Later (BNPL).
Una svolta epocale che entrerà in vigore dal 20 novembre 2026, con obbligo di recepimento per gli Stati membri entro il 20 novembre 2025.
Cosa cambia in concreto?
La nuova Direttiva nasce per proteggere maggiormente i consumatori europei da sovraindebitamento, pubblicità ingannevole e pratiche scorrette, e per aggiornare le regole all’era digitale.
Tra le principali novità:
- Ambito di applicazione ampliato: include anche piccoli prestiti sotto i 200 euro, leasing con opzione d’acquisto, BNPL, prestiti fino a 100.000 euro per ristrutturazioni non ipotecate.
- Maggiore trasparenza pubblicitaria e informativa: pubblicità più rigorose, moduli SECCI rinnovati, obbligo di chiarezza anche sui dispositivi mobili.
- Valutazione più stringente del merito creditizio: gli operatori dovranno analizzare accuratamente la capacità di rimborso prima di concedere credito.
- Tetto massimo a interessi e costi complessivi: ogni Stato potrà definire limiti per proteggere i più vulnerabili.
- Obbligo di assistenza al consumatore in difficoltà: con rinegoziazione, sospensione del pagamento o invio a consulenti indipendenti.
- Stop agli incentivi aggressivi: vietati i premi per chi “vende più finanziamenti” senza valutare il reale bisogno del cliente.
Impatto su banche, agenti e fintech
Il cambiamento non riguarda solo i consumatori, ma anche tutto l’ecosistema degli operatori finanziari: banche, agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi, piattaforme online e start-up fintech.
In particolare, gli intermediari dovranno:
- iscriversi a registri ufficiali e sottoporsi a vigilanza statale,
- formare il proprio personale,
- garantire una condotta trasparente, etica e non discriminatoria.
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In Italia, l’OAM (Organismo degli Agenti e Mediatori) e la Banca d’Italia dovranno recepire e attuare le nuove disposizioni, con un impatto anche su mandati, controlli e sanzioni nel settore del credito al consumo.
Per approfondire, visita il sito dell’Organismo Agenti e Mediatori – OAM
Un’occasione da non sprecare
La CCD II è più di un aggiornamento normativo: rappresenta un tentativo concreto dell’Europa di riportare equilibrio tra consumatori e sistema finanziario, in un momento storico segnato da crisi economiche, inflazione e aumento del costo della vita.
Secondo l’Osservatorio Europeo sul Credito al Consumo, il 17% dei cittadini UE ha dichiarato di aver contratto debiti che non riesce più a sostenere, e il 32% non conosce esattamente i costi totali del proprio finanziamento.
Con la Direttiva (UE) 2023/2225, l’Europa lancia un messaggio forte: il credito non è un prodotto qualsiasi, ma una responsabilità sociale ed economica. Tutti, dagli operatori ai consumatori, dovranno farsi trovare pronti entro il 2026.
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Articolo a cura di Raffaele Tafuro, imprenditore e operatore finanziario Presidente Nazionale ASSOPAM (Associazione Professionisti, Agenti e Mediatori Creditizi), già delegato nazionale della Fondazione Enasarco, nonchè Amministratore Unico Credismart A.A.F. srl mandataria Deutsche Bank Easy spa.
Esperto del settore del credito e della mediazione finanziaria. Docente nei percorsi di aggiornamento professionale OAM e IVASS, noto per il suo impegno nelle battaglie a favore della riforma del credito, nonchè per le sue analisi critiche sulle normative italiane ed europee di settore.
Rappresentante di interessi per Assopam presso la Camera dei Deputati e l’Unione Europea dove opera per la tutela e la difesa delle imprese e dei consumatori.
Ha pubblicato migliaia di articoli e collabora stabilmente con alcune delle principali testate giornalistiche indipendenti.
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